Verso Milano-Cortina 2026: quando le infrastrutture che lasciano valore al territorio
Con l’avvicinarsi delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, il tema delle infrastrutture assume un ruolo centrale: non solo opere funzionali all’evento, ma interventi capaci di generare valore duraturo per i territori che li ospitano.
Sostenibilità ambientale, efficienza energetica, riqualificazione dell’esistente e visione di lungo periodo sono oggi principi imprescindibili per ogni intervento legato ai Giochi.
A questi si affiancano requisiti fondamentali nei bandi di gara: affidabilità esecutiva, solidità tecnica, controllo dei processi, rispetto dei tempi e standard qualitativi elevati, capacità di operare in contesti complessi e ad alta responsabilità.
È all’interno di questo quadro che si inserisce il ruolo di Alpenos, da anni impegnata nella realizzazione di edifici in legno ad alte prestazioni, progettati per rispondere a esigenze complesse e per lasciare un’eredità concreta ai territori.
Un esempio significativo è l’edificio del Centro del Fondo di Lago di Tesero, destinato ai telecronisti durante le competizioni. Realizzato nel 2011 in occasione dei Mondiali di Sci Nordico del 2013, su progetto degli Architetti Bortolotti Associati Pallaver, l’edificio è stato concepito fin dall’origine con una visione di lungo periodo. Oggi torna infatti a svolgere un ruolo attivo in occasione delle Olimpiadi, dimostrando come una progettazione consapevole e una costruzione di qualità possono continuare a servire il territorio nel tempo.
Anche il nuovo intervento realizzato da Alpenos per Milano-Cortina 2026 si inserisce in questa stessa logica: il Villaggio Olimpico e paralimpico presso la Scuola Alpina di Predazzo, con la realizzazione del Padiglione Latemar, su progetto dell’ arch. Nicola Vanzetta, non è stato pensato come una struttura temporanea, ma come un investimento per il futuro della comunità locale.
Fin dalla fase progettuale, l’intervento è stato concepito tenendo conto del futuro riutilizzo da parte della caserma, prevedendo la ricollocazione e l’integrazione delle funzioni esistenti all’interno della nuova struttura.
L’edificio è stato quindi progettato per garantire spazi funzionali, flessibili e conformi agli standard richiesti dalle destinazioni d’uso future, assicurando continuità operativa e qualità nel tempo. Un approccio che rafforza il principio del design for reuse e valorizza l’investimento pubblico oltre l’evento olimpico.
Un approccio che interpreta le infrastrutture olimpiche non come opere effimere, ma come patrimonio duraturo, capace di generare valore reale per il territorio e le comunità che lo vivono.




