Villa B Residenziale
Progetto architettonico: federicodallavallestudio - arch. Federico Dallavalle
Villa B nasce dalla demolizione e ricostruzione di un edificio residenziale degli anni Sessanta nel centro di Madonna di Campiglio. Il progetto, firmato da federicodallavallestudio, (con consulenza architettonica: arch. Fabrizio Bosetti – DIEDRO ARK)interpreta il tema dell’abitare alpino attraverso un linguaggio contemporaneo, caratterizzato da volumi compatti, logge incassate e grandi aperture che valorizzano il rapporto tra gli spazi interni e il paesaggio.
L’edificio ospita cinque unità abitative, di cui quattro sviluppate nella struttura lignea realizzata da ALPENOS. La soluzione costruttiva combina un basamento in calcestruzzo armato con una sovrastruttura prefabbricata in X-Lam, scelta che ha permesso di coniugare qualità architettonica, elevate prestazioni strutturali e rapidità di esecuzione. Il contributo di ALPENOS non si è limitato alla progettazione esecutiva e montaggio della struttura in legno, ma ha riguardato l’ingegnerizzazione degli elementi prefabbricati e lo sviluppo dei principali dettagli costruttivi, con l’obiettivo di rendere realizzabile un’architettura caratterizzata da geometrie articolate e da un’elevata cura del dettaglio.
L’intervento ha inoltre richiesto un costante lavoro di coordinamento tra architettura, struttura e dettaglio costruttivo per integrare all’interno dello spessore dell’involucro elementi come canali di gronda, sistemi di ventilazione e raccordi tra rivestimenti, mantenendo inalterata la pulizia delle geometrie voluta dal progetto architettonico.
Elisa Fedrizzi
- Anno2025
- LuogoMadonna di Campiglio -TN
- Progetto architettonicofedericodallavallestudio - arch. Federico Dallavalle
- CommittentePrivato
- Superficie493 mq
- Categoria edificiResidenziale
La struttura in legno comprende pareti in X-Lam da 100 e 120 mm di spessore, solai in X-Lam da 160 mm e travi in legno lamellare di abete e larice per la copertura e i collegamenti verticali, integrate da elementi in acciaio nei punti che richiedevano particolari prestazioni statiche.
La complessità del progetto ha richiesto un’approfondita attività di sviluppo esecutivo. La presenza di sbalzi, logge rientranti, grandi aperture e volumi sfalsati ha comportato un attento studio delle connessioni tra gli elementi prefabbricati e del coordinamento con il basamento in calcestruzzo, così da garantire precisione di montaggio e continuità delle prestazioni dell’involucro.
Uno degli aspetti più significativi dell’intervento riguarda la copertura, progettata secondo una logica di prefabbricazione avanzata. Il pacchetto tetto è stato suddiviso in moduli completamente preassemblati in stabilimento, completi di struttura secondaria, isolamento in lana di roccia, pannelli OSB e membrana a diffusione variabile per il controllo del vapore. Questa soluzione ha consentito di trasferire una parte consistente delle lavorazioni dall’ambiente di cantiere allo stabilimento, migliorando il controllo qualitativo del prodotto finito e riducendo sensibilmente i tempi di posa.
Grande attenzione è stata inoltre dedicata ai dettagli dell’involucro. Le gronde sono completamente integrate nello spessore della copertura e dialogano con il sistema di ventilazione del tetto senza alterarne la pulizia formale. I balconi incassati sono stati studiati con stratigrafie specifiche per garantire impermeabilizzazione, continuità dell’isolamento e durabilità nel tempo, mentre gli ancoraggi dei parapetti sono stati progettati per non interferire con il corretto smaltimento delle acque meteoriche.
LA SFIDA
La principale sfida costruttiva è stata trasformare una composizione architettonica articolata, caratterizzata da sbalzi, logge incassate e geometrie non convenzionali, in un sistema prefabbricato efficiente e preciso.La scelta di realizzare in stabilimento i moduli della copertura ha permesso di trasferire una parte significativa delle lavorazioni dall’ambiente di cantiere alla produzione industriale. Oltre a migliorare il controllo qualitativo e a ridurre i tempi di posa, questa soluzione ha limitato le lavorazioni in quota, incrementando la sicurezza degli operatori, un aspetto particolarmente rilevante in un contesto alpino come quello di Madonna di Campiglio, dove le condizioni meteorologiche possono incidere sull’organizzazione del cantiere. L’accurata progettazione dei dettagli costruttivi ha inoltre consentito di integrare sistemi di raccolta delle acque, ventilazione della copertura e fissaggi dei parapetti senza compromettere il disegno architettonico, garantendo prestazioni elevate e durabilità dell’intero involucro.




