Chalet Brento Alberghiero
Progetto architettonico: arch. Giovanni Giovanelli
Il valore del recupero, la fusione tra vecchio e nuovo, l’incastro tra materiali che si parlano e insieme raccontano una storia.
Tutto questo è Chalet Brento, una realizzazione situata a circa 1350 metri di quota, alle pendici del Monte Casale, nel comune di Comano Terme.
La peculiarità di questo progetto sta nella tipologia di intervento: una costruzione integrativa rispetto alla metà preesistente e precedentemente ristrutturata in edilizia tradizionale, a dimostrazione di come il legno e la progettazione 3d siano una soluzione estremamente duttile ed efficace anche in situazioni costruttive sfidanti come questa.
Il sito è raggiungibile tramite una strada forestale che parte dall’abitato di Lundo, e si inserisce in un contesto paesaggistico di grande valore: un prato in lieve pendenza, circondato da boschi di faggio e con vista panoramica sul lago di Garda, il massiccio dell’Adamello, la Presanella e il gruppo del Brenta.
L’area è frequentata in ogni stagione da escursionisti, appassionati di mountain bike e base jumpers, attratti dal celebre punto di lancio del Becco d’Aquila, noto a livello internazionale.
L’intervento ha riguardato la ristrutturazione e ricostruzione parziale di una storica malga d’alpeggio risalente alla metà dell’Ottocento: dopo anni di abbandono e un primo recupero della porzione nord nel 2002, i lavori hanno ripreso nel 2020 con la ricostruzione della metà sud, completamente rinnovata con struttura in legno CLT.
La nuova parte dell’edificio è stata concepita per integrarsi in modo armonioso con la porzione preesistente, creando un continuum funzionale ed estetico. Nasce così Chalet Brento, un esercizio rurale con servizio bar e quattro camere per il pernottamento, pensato per offrire un’accoglienza autentica in ambiente montano.
Elisa Fedrizzi
- Anno2026
- LuogoLundo, Comano Terme - TN
- Progetto architettonicoarch. Giovanni Giovanelli
- CommittentePrivato
- Superficie100 mq
- Categoria edificiAlberghiero
La porzione sud dell’edificio è stata ricostruita con tecnologia costruttiva in legno CLT, posata su un basamento in cemento armato. La scelta del legno ha permesso un cantiere veloce e sostenibile, adatto ai tempi ristretti imposti dalle condizioni climatiche in quota.
Le operazioni di rilievo con laser scanner hanno consentito una perfetta aderenza tra le due metà della struttura, garantendo la continuità architettonica e funzionale.
Il rivestimento esterno in geopietra, tecnicamente sinergico con il legno per traspirabilità e spessore, riprende le finiture originarie della malga. Il prospetto est presenta muratura con porzioni in tavolato di larice, mentre tutta la muratura è stata rifinita con intonaco a raso sasso in malta di calce.
Completano l’intervento i pannelli fotovoltaici in copertura per la produzione autonoma di energia elettrica.
LA SFIDA
L’accessibilità limitata del sito ha rappresentato la principale criticità operativa: l’assenza di collegamenti diretti per mezzi pesanti ha reso necessario pianificare con attenzione la logistica e la fase di trasporto dei materiali. Il progetto ha trovato un equilibrio ottimale tra prefabbricazione e lavorazioni in loco, riducendo i tempi di cantiere e contenendo i costi, pur operando in un contesto complesso e delicato dal punto di vista ambientale.




