Dialogo tra architettura e costruzione: il legno secondo l’architetto Michele Sicher
A Stenico, immersa in un paesaggio montano mozzafiato con vista sugli altopiani del Bleggio e di Fiavè, una casa privata ricostruita sulle fondamenta di una casa degli anni Sessanta racconta come il legno possa restituire valore al territorio.
Il progetto, firmato dall’architetto Michele Sicher, nasce dal desiderio di dare nuova vita a un luogo familiare, trasformandolo in un’architettura contemporanea ma profondamente radicata nel contesto alpino.
La struttura portante in pannelli X-Lam di abete, realizzata da Alpenos, è il cuore tecnico dell’edificio: un sistema costruttivo che ha permesso precisione, tempi rapidi e un linguaggio architettonico coerente con la visione progettuale.
Elemento simbolo del progetto è il graticcio in larice, reinterpretazione contemporanea di un motivo tradizionale delle Giudicarie: non solo elemento estetico, ma parte integrante del sistema costruttivo, che diventa facciata, parapetto e filtro solare.
L’intervento racconta un dialogo costante tra progettista e impresa, dove il legno diventa strumento di sintesi tra identità locale e linguaggio contemporaneo.
Come nasce questo progetto e qual era la sfida principale?
Il progetto nasce dal desiderio della committenza di restituire valore a un luogo familiare, dove sorgeva la casa costruita dal nonno negli anni Sessanta. Quell’edificio rappresentava un ricordo affettivo ma non più funzionale: le sue caratteristiche costruttive e le condizioni statiche non consentivano né sicurezza né comfort. La sfida principale è stata quindi mantenere viva la memoria del posto reinterpretandola con linguaggio contemporaneo, conciliando esigenze tecniche e identità architettonica. Non si trattava solo di ricostruire, ma di dare nuova dignità a un contesto rurale straordinario, senza imporre un volume estraneo al paesaggio.
Perché ha scelto di lavorare con una struttura in legno X-Lam?
Il legno X-Lam garantisce alte prestazioni sismiche, ottimo isolamento termico e tempi di cantiere ridotti. Ma oltre agli aspetti tecnici, interessava il suo valore espressivo: un materiale vivo, autentico, capace di raccontare la costruzione e che non deve essere nascosto. In questo progetto il legno, oltre a rivestimento, è struttura visibile che reinterpreta la tradizione costruttiva alpina in chiave contemporanea.
Fondamentale è anche la logica della prefabbricazione, che impone una progettazione completa a monte. Con l’X-Lam ogni elemento viene definito e risolto prima di entrare in cantiere: giunti, fori e incastri nascono nel modello digitale. Questo approccio richiede rigore e collaborazione, ma permette di ridurre gli imprevisti e garantire una qualità costruttiva molto elevata non raggiungibile con altri sistemi.
Qual è stato il ruolo della collaborazione con Alpenos nella fase realizzativa?
Alpenos ha avuto un ruolo determinante nel tradurre il progetto in realtà, mettendo a disposizione competenze tecniche e sensibilità costruttiva. La collaborazione è stata costante: dalla prefabbricazione al montaggio in cantiere, progettazione dei serramenti, fino alla posa di cappotto e rivestimento. È grazie a questo dialogo continuo che l’edificio ha potuto raggiungere la qualità e la coerenza desiderate.
Com’è stato collaborare con Alpenos?
Collaborare con Alpenos è stato molto stimolante. Condividiamo la stessa idea di architettura: un approccio artigianale e contemporaneo al tempo stesso, dove la tecnica diventa strumento per valorizzare il progetto, non per semplificarlo. La loro capacità di leggere e interpretare il disegno, unita a una grande attenzione ai dettagli, ha reso possibile una costruzione precisa. È una collaborazione che va oltre il cantiere, fondata su fiducia reciproca e curiosità per la sperimentazione.
Il progetto sembra legare fortemente architettura e territorio. Quali riferimenti locali ha voluto reinterpretare?
Il riferimento principale è il ballatoio a graticcio tipico delle Giudicarie, usato un tempo per essiccare le pannocchie. Tipico dell’edilizia rurale del Trentino, si trovano sempre nel sottotetto delle abitazioni, generalmente formato da pochi elementi in legno orizzontali dalle larghe maglie e spesso in aggetto. Da semplice elemento funzionale diventa protagonista architettonico: una pelle in listelli di larice che disegna le facciate e racconta la relazione tra interno ed esterno alternandosi tra parapetto, frangisole, facciata e balcone abitabile.
Come immagina il futuro dell’edilizia in legno nel contesto alpino e oltre?
Il legno è un materiale eccellente per l’edilizia sostenibile, specialmente in climi freddi o temperati, dove la sua bassa inerzia termica lo rende ideale per il comfort. Nei climi caldi, invece, la sua scarsa inerzia termica può diventare un limite, e servono soluzioni ibride. Credo in un uso consapevole del legno, dove la scelta del materiale nasce dal luogo e non da una moda. Una risorsa rinnovabile e performante se utilizzato in modo selettivo, adattandosi al paesaggio e alle tradizioni locali. Il futuro dell’edilizia in legno è legato a un uso intelligente e coerente con le esigenze ambientali e tecniche del luogo.
Grazie a Michele Sicher per aver condiviso la sua visione e la collaborazione con Alpenos.
Crediamo che ogni progetto nasca dal dialogo: è nel confronto tra architetto e impresa che si costruisce fiducia e che il legno diventa espressione di un modo di costruire autentico.




